All’Ospedale San Martino un’efficiente gestione delle urgenze ed emergenze chirurgiche a tutela dei residenti e dei turisti.

L’Ospedale San Martino di Belluno si sta qualificando sempre più come un importante riferimento  nella gestione del trauma e dell’urgenza chirurgica di un’ampia area montana, grazie alle competenze dei professionisti che vi operano e all’organizzazione per il  trattamento di pazienti con traumi legati alle attività lavorative e ricreative tipiche di un territorio di montagna. Ecco alcuni dati a conferma di questo. Nel 2016, su 489 pazienti accolti presso i 9 posti letto della  Rianimazione di Belluno,  la percentuale di traumi è stata del 30%, rispetto alla media del 17% delle Rianimazioni del Veneto. Ma ciò che ancor più conta è che i modelli prognostici più accreditati dalla letteratura scientifica prevedevano 17 decessi per i politraumatizzati ammessi presso la Rianimazione di Belluno nel 2016, mentre essi sono stati 14 e quindi in numero inferiore a quanto ci si poteva attendere sulla base della loro gravità.

La centralizzazione delle urgenze chirurgiche dagli Ospedali “nodi di rete” di Agordo dal 2011 e di Pieve di Cadore dal 2015, ha consentito di mettere a disposizione di tutti i residenti dell’ex ULSS 1 sia le competenze professionali sia le dotazioni del San Martino, con ampia capacità diagnostica e terapeutica per la disponibilità 24/24 di radiologia, chirurgia generale, ortopedica, urologica, ostetrico/ginecologica, otorinolaringoiatrica, oculistica, neurochirurgia, cardiologia con UCIC e emodinamica.

Alcuni dati della chirurgia di Belluno  relativi al primo semestre 2017:

interventi in urgenza  251, interventi  in elezione  244.

L’Ortopedia di Belluno, sempre  nel primo semestre del 2017, ha garantito l’intervento chirurgico nei pazienti ultrasessantacinquenni con frattura di femore entro le 48 ore in oltre il 95% dei casi, un dato di assoluto rilievo rispetto allo standard regionale di riferimento del 80%.

All’Ospedale San Martino  spesso vengono gestite durante il week end più urgenze multiple e concomitanti dovute sia  alla presenza di turisti ospitati nel nostro territorio sia  all’invio di pazienti provenienti dagli Ospedali “nodi di rete” di Agordo, Pieve di Cadore e Cortina.

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