Cure di ferro per via endovenosa (terapia marziale endovenosa), perché il medico di base non le può più fare? Quali sono le regole da seguire?

La nota AIFA del 25 ottobre 2013 segnala che:

 “tutti i medicinali contenenti ferro per via ev possono causare gravi reazioni da ipersensibilità potenzialmente fatali. Tali reazioni si possono verificare anche quando una precedente somministrazione  è  stata  tollerata”.  ”Sulla  base dei dati attualmente disponibili,  i  benefici di tutti i  medicinali contenenti ferro per via ev continuano a superare i rischi, a condizione che ci si attenga alle seguenti raccomandazioni” “I medicinali contenenti ferro per via ev devono essere somministrati solo quando sia immediatamente disponibile personale qualificato, in grado di valutare e gestire reazioni anafilattiche/anafilattoidi”.

Su questa base la normativa nazionale vigente impedisce di fatto ai medici di base (MMG/PLS) di effettuare tali infusioni a domicilio dei pazienti o presso i loro ambulatori, delegando agli Ospedali questo impegno.

La prassi adottata dalla ULSS 1 di Belluno è la seguente:

Il medico di base invia il paziente all’Unità Operativa ospedaliera di competenza, consegnandogli l’idonea modulistica  compilata, insieme alla ricetta per “prima vista internistica”, con il seguente quesito clinico: “valutazione per terapia marziale endovena” e prescrivendo contemporaneamente gli esami ematici previsti, che dovranno essere effettuati prima dell’accesso presso l’U.O. preposta.

Lo specialista ospedaliero, vista la documentazione, valuterà se il paziente rientri o meno nei criteri di inclusione.

Nel caso in cui il paziente rientri nei criteri previsti, lo specialista provvederà ad organizzare il ciclo infusionale ed i controlli ritenuti necessari, compilando le necessarie impegnative.

Nel caso in cui il paziente non rientri nei criteri previsti, lo specialista rinvierà il paziente al prescrittore, suggerendo eventualmente nel referto una possibile terapia alternativa od ulteriori accertamenti.

Sedi di riferimento:

  • Belluno il paziente va inviato dal proprio medico, con idonea modulistica compilata ed esami ematochimici eseguiti, presso la Struttura Trasfusionale, (previo appuntamento anche telefonico al n. 0437 516273), dove il medico specialista prende in carico il paziente necessitante di terapia marziale e programma l’eventuale ciclo infusionale.
  • Pieve di Cadore il paziente va inviato dal proprio medico, con idonea modulistica compilata e esami ematochimici eseguiti, presso l’U.O. di Medicina, (previo appuntamento anche telefonico al n. 0435 341281), dove il medico specialista prende in carico il paziente necessitante di terapia marziale e programma l’eventuale ciclo infusionale.
  • Agordo il paziente va inviato dal proprio medico, con idonea modulistica compilata e esami ematochimici eseguiti, presso l’U.O. di Medicina, (previo appuntamento anche telefonico al n. 0437 645446), dove il medico specialista prende in carico il paziente necessitante di terapia marziale e programma l’eventuale ciclo infusionale.

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